UNA FACCENDA SPIRITUALE
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A Matter of the Soul - Author: Wrenny - Fiction Rated: K+ - English - Romance/Spiritual - After the battle, Severus cannot enter heaven or hell. And so he has no other choice but to return to earth, where he may find true salvation for the first time. HGSS Complete One-Shot. Per adulti, dato il tema spirituale che può coinvolgere credi e religiosità: il racconto è stato scritto in America, dove sono Cristiani, ma Protestanti ( non tutti, ovvio) e di conseguenza, non c'è Purgatorio per la loro mentalità. Siete liberi di pensarla come volete, però devo avvertire che ci sono differenze di vedute, se non vi piace che ci siano, tenetevi il vostro mondo piccino con tutti che la pensano uguale ( nota di Cuccussette )- dopo la battaglia finale, Severus non può andare in Paradiso ma non può andare nemmeno nell'Inferno: può solo tornare sulla terra...
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Il campo di battaglia era smisurato e sanguinolento.
I cadaveri giacevano sparpagliati sul terreno gelato, i buoni indistinguibili dai cattivi, solo le identiche facce di morti su ogni vittima.
Nel centro, la luce pulsava bianca e nera attorno a due figure, strette nella Grande Battaglia.
Qua e là assaltatori facevano sollevare il terreno con movimenti, ma i restanti superstiti erano come congelati sul posto, fissavano e convogliavano il potere delle loro anime nell’essenza magica della Battaglia.
Solo due creature si muovevano proprio fuori dal cerchio della luce, uno strisciava da dietro, l’altra era una giovane signora che osservava attenta il campo. Severus giaceva steso a terra, e si alternava tra fare il morto e strisciare alle spalle dell’Oscuro Signore.
Il tempo parve congelare quando la luce più cupa si spinse più vicina e più vicina al giovane uomo, gettandolo in ginocchio e poi sulla schiena.
Severus sapeva che la fine sarebbe stata vicina se non agiva adesso. In una mossa, balzò alle spalle di Voldemort come una pantera che caccia la sua preda. L’impatto provocò alla luce di Voldemort di schizzare indietro nella bacchetta. In meno di un respiro, la guardia di Voldemort, Tonks, si voltò verso Snape e lo colpì sul fianco con un Avadra Kedavra. Mentre volava nell’aria, vide Harry saltare su Voldemort, e cacciare una luce di un puro bianco dentro il mostro. Quando colpì il terreno, ebbe solo un istante per sentire il bruciore del braccio sinistro, prima che ogni cosa divenisse nera.

Per una volta in vita sua, ogni cose era immobile e silenziosa. Severus esitò ad aprire gli occhi. Sebbene fosse certo di avere visto la disfatta di Voldemort, non voleva destarsi tra le braccia vendicative dei Mangiamorte, non voleva metter fine alla pace che adesso sentiva, raggomitolata nel suo corpo.
Ma era quello il suo corpo?ricordava chiaramente il dolore al braccio, come se venisse bruciato a partire dal Marchio Oscuro. E non riusciva a sentire il normale dolore nella schiena sempre rigida.
Lento e insicuro aprì a fessura gli occhi, e li chiuse di nuovo. Era circondato dalla più brillante e pura luce avesse mai visto. Sollevò le braccia per far scudo al viso, e riaprì di nuovo gli occhi. Temeva che in qualche modo fosse divenuto cieco, poiché tutto quello che poteva vedere era un biancore senza fine. Gli occhi presto si abituarono, e si alzò dal pavimento.
“Guarda, si sta svegliando,” sussurrò una melodiosa voce femminile. Severus si guardò attorno, ma non poté vedere nessuno.
“Ah, sì,” sussurrò in risposta una voce maschile. “Severus, figliolo, benvenuto!”
“Benvenuto dove? Chi sei tu? Dove sei?” chiese alle voci. Cercò la bacchetta, ma non trovò niente.
“Shh, va bene. Tutto verrà spiegato se ci ascolterai,” disse la femmina.
“Giusto. Per la prima domanda: allora, tu non sei più sulla terra. E’ venuto per te il momento di passare a un’esistenza più grande,” disse il maschio.
“Allora questo è l’Inferno?” chiese Severus.
Le risate delle voci tintinnarono come campanelle. “Ovvio che no! Probabilmente ti riferiresti a questo come , sebbene non sia proprio nel senso che usi tu,” rispose la femmina.
Severus sbuffò e prese a formare la sua consueta smorfia. “Ora io so che questa è una balla elaborata. Almeno potevate cercare di mettere su una storia credibile.”
“Figliolo,” disse triste il maschio,”Mio caro figliolo. Ti sei caricato con una colpa immaginaria, mentre potevi veleggiare nel cielo con la tua anima preziosa. Infatti sei arrivato al posto di transizione verso una meta più grande. Tu hai, per certo, meritato il Paradiso.”
“E’ ridicolo. Non meriterei mai una cosa simile.”
“Quelli che lo meritano il più delle volte non credono di poter venire qua veramente, vero caro?” La femmina intonò al maschio, con una punta triste nella voce.
“No, immagino di no,” le rispose. “Allora, se non accetti il tuo destino qui, io non posso forzarti.”
“E allora, che sarà di me? Verrò punito nell’Inferno così come merito?”
“No, poiché non lo meriti!” La voce iniziò a divenire arrabbiata, ma poi ricadde nella tristezza. “Ma nemmeno tu puoi ricevere quello che ti spetta di diritto se non lo prendi per tua scelta. No, per te temo che non ci sia altra scelta che venir rispedito indietro.”
“Indietro? Alla battaglia? E’ finita di già?”
“Sì, è finita.”
“Allora non ho bisogno di tornare. Albus era la sola persona che dava valore alla mia esistenza, e anche lui se ne è andato. Non c’è modo da poter andare all’Inferno?”
“No, Severus. Non sarà il tuo destino. E c’è un’altra che ti dà un grande valore. Ora lei ti aspetta,” disse la femmina con un sorriso nella voce.
“Quando potrai accettare il tuo destino qua, ti richiameremo. Fino ad allora, ricorda soprattutto: sei stato amato, sei sempre stato amato, e sempre lo sarai. E da molta più gente di quanto non saprai mai.”
Prima che Severus potesse fare una risposta sarcastica a quelle parole, sentì un forte tirare nello stomaco, e venne di nuovo attirato nell’incoscienza.
Giacque in silenzio, inerte per qualche altro istante, poi il dolore lo trapassò. Ogni acciacco aveva accumulato e ignorato in tutta la sua vita lo colpì in una sola volta, specialmente il dolore al braccio, ora straziante. Inspirò un lungo boccone d’aria, tremante.
L’urlo vicino al suo orecchio lo riportò alla piena coscienza. Aprì gli occhi di scatto e vide un angelo con l’aureola sfocata a qualche centimetro da lui. Dopo qualche battito di ciglia, si rese conto che il suo Angelo era Hermione Granger, le lacrime le colavano sulla faccia infangata e i capelli esplodevano crespi in tutta la loro gloria.
La guardò ricomporsi. Si chinò in avanti e gli schiacciò il collo con le dita che appena trenavano. Dopo essersi accertata delle pulsazioni, con delicatezza gli toccò la guancia.
“Bentornato, Severus.”
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